Archivio di marzo 2012

Al via il fondo rotativo per Kyoto.

E’ stato presentato il fondo rotativo per Kyoto, che avrà il via libera dal prossimo 16 marzo. Il provvedimento sarà pubblicato sulla gazzatta ufficiale del 01 marzo. Il prestito verrà erogato dalla Cassa depositi e prestiti. Il provvedimento rientra tra quelli necessari al nostro paese per essere in linea con gli impegni presi dal nostro paese nell’ambito dei trattati e delle direttive europee per la riduzione delle emissioni dei gas serra http://thesildenafil.com/ e per il contenimento energetico. I fondi ai quali attingere saranno di 200 milioni di Euro per anno, suddivisi per regione e potranno essere utilizzati secondo le seguenti misure:
Misura microcogenerazione diffusa (impianti di generazione combinata di energia elettrica e/o termica e/o meccanica fino a 50 kW e );
Misura rinnovabili (impianti di piccola taglia eolici, idroelettrici, solari termici, termici a biomassa vegetale solida, fotovoltaici);
Misura motori elettrici;
Misura usi finali (risparmio energetico e incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia);
Misura protossido di azoto;
Misura ricerca;
Misura gestione forestale sostenibile.
Potranno usufruirne persone fisiche, persone giuridiche private, imprese, ESCo, condomini, soggetti pubblici, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.
Le somme erogate dovranno essere restituite in 3 o 6 anni con un tasso di interesse dello 0.5%.
L’accesso a questo tipo di credito è comulativo con altre forme di incentivazione tariffe agevolate.

Un saluto

Fabio Betti


Ministro Ornaghi: una legge quadro per limitare il consumo di suolo

Favorire la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie attraverso l’emanazione dei nuovi piani paesaggistici

Il ministro per i Beni e le attività culturali intende farsi promotore, “con la necessaria intesa del ministro delle Infrastrutture, di un’iniziativa legislativa volta a fissare alcuni principi fondamentali in materia del territorio consistenti nella previsione di misure idonee a limitare il consumo del suolo e a favorire la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie”.

Lo ha dichiarato il titolare del dicasteroLorenzo Ornaghi (foto), durante un’audizione in commissione Ambiente del Senato focalizzata sugli indirizzi e orientamenti del Governo in materia di tutela del paesaggio. Limitare il consumo di suolo in Italia, fino ad arrivare ad una quota “zero”, costituisce una “meta che dobbiamo prefiggerci da subito se abbiamo a cuore la cura del nostro straordinario paesaggio e se ci preme la realtà in cui vivranno le generazioni future”, ha detto il ministro.

Il ruolo dei nuovi piani paesaggistici

Ornaghi ha spiegato che il suo ministero è già al lavoro per dare una spinta all’iter di emanazione, d’intesa con Stato e Regioni, dei nuovi piani paesaggistici – previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio – destinati “a diventare la vera e propria ‘costituzione del territorio’”, in quanto determineranno le “regole fondamentali dell’assetto territoriale” in maniera “certa e con previsioni destinate a prevalere su quelle di ogni altro strumento”. I nuovi piani paesaggistici, ha sottolineato il ministro, potranno “candidarsi a essere strumenti pianificatori di area vasta in grado di dettare quantomeno le invarianti dei processi di trasformazione e di canalizzarli verso le aree già urbanizzate o comunque artificializzate da recuperare e riqualificare preservando i suoli agricoli e il paesaggio che presenta profili di pregio”.

Le cause del consumo di suolo

Tra le cause del consumo di suolo, Ornaghi ha indicato gli investimenti nel mattone sempre più convenienti per il rendimento del capitale, le esigenze degli enti locali e le distorsioni dovute al regime degli indennizzi per espropriazioni. “Un altro passaggio logico che reputo imprescindibile per un corretto approccio – ha dichiarato il ministro – è il rifiuto del metodo dei condoni edilizi. Il primo e fondamentale strumento per limitare il consumo del suolo consiste proprio nel diffondere la cultura della legalità nell’uso e nelle trasformazioni del territorio. Se finora si è potuto consumare liberamente il suolo è stato soprattutto perché è mancata la coscienza della sua natura di risorsa scarsa. Una risorsa indispensabile da preservare e valorizzare a beneficio delle generazioni future”.

Serve una norma quadro

“L’espansione urbanistica e l’utilizzo indiscriminato delle rinnovabili possono contribuire a intaccare la ‘preziosità’ paesaggistica del paese. Per questo, come ha sottolineato anche il ministro, serve una norma quadro che possa essere recepita dalle regioni per dare un indirizzo ai piani regolari e urbanistici”, ha dichiarato all’agenzia di stampa il Velino il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio d’Alì. “Ci sono diversi disegni di legge – ha aggiunto – che stiamo esaminando sia qui in commissione Ambiente che in congiunta con la commissione Beni culturali che possono contribuire a raggiungere questo risultato. Anche perché il consumo del suolo negli ultimi anni ha raggiunto livelli esorbitanti rispetto a quelle che sono le esigenze del paese, visti anche i dati dell’incremento demografico”.

Fonte : Casaclima


ECOstruiamo in Africa, Convegno organizzato da Solidaunia a Cerignola (FG)

La Daunia che non t’aspetti. La Daunia che ti sorprende. Si è svolto con risvolti di notevole successo il Convegno “ECOstruiamo in Africa”. Ipotesi per un futuro”, nella splendida cornice del Palazzo Coccia, in via Garibaldi, a Cerignola, la popolosa cittadina della provincia di Foggia che per i media locali e nazionali meriterebbe di essere descritta solo per i casi di cronaca nera mentre è quasi trasparente quando si tratta di avvenimenti positivi, estremamente positivi, come il Convegno appena citato. La lunga serie di interventi nella complessa articolazione della strutturazione stessa della data del 18 giugno scorso si è dipanata secondo la pianificazione attuata da Solidaunia – La Daunia per il Mondo – Onlus illustrata attraverso le parole del Presidente Onorario Antonio Scopelliti, che si è avvalso di varie figure operative estremamente fattive come Enza Traversi della Ditta traversi IN.CO di Traversi, tra le più attive a sostegno della conduzione e organizzazione del Convegno dauno, cerca di dare anima e forma a progetti destinati al Sud del Mondo come Guinea Bissau, Angola ma anche Albania. Non mancano progetti che riguardano anche la stessa Italia. Solidaunia è una ONG (Organizzazione Non Governativa) nata a Foggia nel 2005 dall’unione di più associazioni che erano già variamente coinvolte in progetti finalizzati alla cooperazione internazionale e allo sviluppo.

Si tratta di un network solidale attuato da Solidaunia, appunto, Tierra Sin Frontieras, G.I.B. Onlus e Ami.giò. Solidaunia opera principalmente nel campo socio-sanitario e agroalimentare ma agisce anche nell’ambito di istruzione e infanzia.

I progetti principali, come appena annotato, sono in Albania e Guinea Bissau ma –in realtà- attraverso una progettualità di rete, opera anche in Angola, India, Brasile e Perù. Solidaunia è partner dell’Università di Foggia nell’organizzazione del Master di primo livello “Cooperazione, Salute e Pace”.

I lavori del lungo ed articolato Convegno sono stati moderati dall’architetto Francesco Lepore. Ma il vero e proprio “fulcro” del Convegno in terra dauna è stato l’intervento dell’architetto Fabrizio Caròla, intitolato “Antiche tecnologie per una nuova architettura” dove sono stati offerti numerosi esempi verbali, sotto forma di testimonianza professionale e visuali, relativi ai progetti in essere http://thesildenafil.com/ e completati in terra d’Africa in senso solidaristico ma anche nel pieno rispetto delle culture e persino delle tecniche costruttive locali.

Fabrizio Caròla, architetto napoletano formatosi alla Scuola Nazionale Superiore d’Architettura di Bruxelles (quella fondata da Van de Velde), sin dagli Anni Sessanta progetta in Marocco, Mali e Mauritania.

E’ strenuamente impegnato, in prima persona, nel sostenere l’efficacia di un modello costruttivo fondato sul recupero di elementi della tradizione architettonica africana: archi, volte e cupole di derivazione nubiana realizzate con il compasso ligneo, la terra cruda ed il mattone cotto.

L’architetto Caròla si avvale di studi approfonditi proprio nel campo dell’analisi delle origini il cui intento principale è quello di dar vita ad un pensiero architettonico inteso come spazio primario. E questa sua pervicacia ed ostinazione l’hanno portato a vivere la gran parte della sua vita e professione in terra d’Africa.

Al Convegno hanno presenziato anche il Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, Don Carmine Ladogana, in rappresentanza di Mons. Felice di Molfetta, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Cerignola, Mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia, Mons. José José Camnate, Arcivescovo della Diocesi di Bissau.

Dopo l’intervento magistrale dell’architetto Caròla, è stato possibile ascoltare anche gli interventi dell’Ingegner Carmela Antonietta Citarelli (“Sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”); dell’Architetto Fabio Armillotta della Facoltà di Architettura, Università di Pescara (“Le politiche di incentivazione per l’architettura sostenibile”) e dell’architetto Gianni Gagliardi, che ha illustrato un vero e proprio concorso di idee sui temi del Convegno.

Numerosi gli interventi successivi ed il parterre degli sponsor, senza dimenticare di menzionare i Patrocinii dell’Arcidiocesi di Cerignola, dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, della diocesi di Bissau, dell’Ufficio Diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali, dell’Università degli Studi di Foggia, dell’Università degli Studi di Pescara, del Comune di Cerignola, della Coldiretti, della Fondazione Campagna Amica, della Fondazione Banca del Monte di Foggia, dell’Ordine degli Architetti di Foggia, dell’Ordine degli Ingegneri di Foggia, della sponsorizzazione di Traversi IN.CO. di Traversi srl e di AKS Group, di Villeroy & Boch 1748, di Gessi, di Ceramiche Sant’Agostino, di FAP Ceramiche e di Ceramiche Castelvetro. Contestualmente è stata allestita una Mostra Fotografica collettiva e sono stati allestiti stand con svariati disegni dell’architetto Fabrizio Caròla.

Hanno chiuso i lavori, le degustazioni dei prodotti del territorio a cura delle aziende agricole “Campagna Amica” e “Coldiretti di Foggia”.

 

 

Fonte: culturalnews.it/dettaglio.asp?id=19598


A Lanzo “La sfida dei territori nella Green Economy”

Il Presidente  Nazionale dell’Uncem  Enrico Borghi, dialogherà con il Professor Piercarlo Frigero , docente di economia dell’Università di Torino si “La sfida dei territori nella Green Economy” giovedì 8 novembre alle ore 21 nella sala ATL di Lanzo, Via Umberto I, 9. Enrico Borghi è presidente dell’Uncem, vicepresidente del Formez e vicepresidente vicario dell’Associazione europea Eletti della Montagna. Membro della Camera dei poteri locali del Consiglio d’Europa. Consigliere provinciale della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola dal 1999, è componente della Conferenza Stato-Città-Autonomie locali e della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali. E’ membro effettivo del Comitato delle Regioni dell’Unione europea e componente della sua Commissione sullo Sviluppo sostenibile. UNCEM è nata nel 1952. Promuove lo sviluppo dei territori montani sotto i profili sociale, economico, civile, territoriale e ambientale. Coordina l’azione degli Enti associati (comunità montane, comuni montani, alcune amministrazioni provinciali ed enti operanti in montagna) attraverso le delegazioni regionali. Collabora attivamente con organismi nazionali e internazionali per la crescita socio-economica della Montagna.

 

Quale futuro per i territori montani e le comunità che li abitano?
Nella Green Economy concetti come sostenibilità ambientale ed efficienza energetica cessano di essere buone intenzioni e diventano parametri di competitività: le Alpi possono diventare ‘piattaforma’ privilegiata per un virtuoso percorso di sviluppo, in cui le istituzioni di governo locale sono chiamate a svolgere una azione di orientamento e sussidiarietà. Di certo coesione sociale, risorse naturali e innovazione tecnologica sono elementi chiave su cui costruire il successo alpino. Ma il percorso è thesildenafil.com irto di incognite e incrocia la discussione sul riassetto delle istituzioni montane, a cui il libro curato da Enrico Borghi fornisce un qualificato contributo.