Archivio di aprile 2012

A lezione di paesaggio

Lectio Magistralis del paesaggista Andreas Kipar

Il 27 novembre a La Morra una lezione magistrale di Andreas Kipar sulla Green Landscape Economy.
L’architetto di origine tedesca, coordinatore del progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”, spiega come la tutela del paesaggio può diventare motore dello sviluppo economico di un territorio.

Martedì 27 novembre a La Morra (Cn) l’architetto Andreas Kipar illustra i principi della “Green Landscape Economy” in una lezione magistrale voluta da Regione Piemonte e Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” per sensibilizzare professionisti, studenti e cittadini sul valore della valorizzazione paesaggistica.

L’appuntamento è alle 10.30 presso il Salone Polifunzionale di La Morra: a introdurre la lezione sarà Giovanni Bosco, Assessore delegato dell’Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, mentre Daniele Manzone (Ideazione Srl) modererà la tavola rotonda conclusiva con Osvaldo Ferrero (Regione Piemonte), Ivana Boglietti (Studio BogliettiAssociati/ Ordine degli Architetti) e Paolo Mellano (Politecnico di Torino).

Alla lezione – aperta a tutti e a ingresso gratuito – sono invitati amministratori locali e professionisti dello sviluppo urbano, insieme agli studenti intenzionati a fare dell’architettura e del paesaggio il loro sbocco professionale: è nelle loro mani il futuro del paesaggio del territorio e quindi a loro che l’azione di sensibilizzazione è prima di tutto rivolta.

La Green Landscape Economy

È possibile porre il paesaggio al centro dello sviluppo economico? Si può arrestare il continuo consumo del suolo pubblico? Come inserire in modo “armonioso” i nuovi insediamenti nel tessuto urbano?
Secondo Andreas Kipar la risposta a queste domande è nella filosofia del “costruire senza costruire” – intervenendo negli spazi interstiziali e nelle aree dismesse – e nella tutela del territorio – avviando un piano di manutenzione che al posto delle grandi opere preveda piccoli, ma diffusi interventi.

Le Langhe, il paesaggio e l’UNESCO

I principi della Green Landscape Economy che ben si adattano alla realtà delle Langhe, anche in funzione della candidatura UNESCO: non a caso la Regione Piemonte ha puntato proprio su Kipar per guidare i professionisti incaricati di elaborare gli interventi “pilota” fra La Morra, Barolo, Castiglione Falletto e Grinzane Cavour inseriti nel progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

Tre gli elementi ispiratori dei progetti di Kipar, già applicati in molti territori italiani, ci sono interventi cromatici per “smaterializzare” il volume degli edifici, vegetazione autoctona per ricreare il legame interrottosi tra insediamento e contesto circostante, coperture a “verde estensivo” di capannoni ed edifici che, alla dimensione estetica, affiancano vantaggi in termini di riduzione delle escursioni termiche, isolamento e risparmio energetico.

Andreas Kipar
Architetto urbanista e architetto del paesaggio, insegna Public Space Design presso il Politecnico di Milano. Fondatore di Land Srl, è Presidente dell’associazione Green City Italia. Nel 2010 è stato chiamato dalla Regione Piemonte a coordinare il progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

 

Fonte: edilportale.com


Il consiglio dei ministri blocca il parco eolico Poggio tre Vescovi: Troppo impattante su paesaggio e biodiversità ed idrogeologia.

Il parco eolico che avrebbe dovuto essere realizzato a cavallo tra Romagna e Toscana, nei comuni di Casteldelci (RN), Badia Tedalda (AR) e Verghereto (FC), che prevedeva l’installazione di 36 aerogeneratori per un totale di 122 Megavatt di potenza installata non ha superato l’esame della Valutazione di Impatto Ambientale perchè ritenuto potenzialmente troppo impattante sia sull’assetto paesaggistico e idrogeologico, sia sulla biodiversità animale on this site del territorio, ed è stato bloccato dal Consiglio dei Ministri che ha fatto proprie le valutazioni degli enti contrari alla realizzazione dell’opera quali la regione Emilia Romagna, la regione Toscana ed il ministero per i beni e le attività culturali che avevano raccolto i pareri negativi delle Soprintendenze di Arezzo e di Ravenna, la provincia di Arezzo. Favorevoli al progetto i comuni e le comunità montane interessate, eccetto il comune di Sestino che si era espresso criticamente al progetto. La provincia di Rimini aveva chiesto integrazioni prima di esprimersi. (Tratto da StampToscana: Parco eolico Poggio Tre Vescovi: no del Consiglio dei Ministri)


L’eolico potrebbe soddisfare fabbisogno mondiale di energia

Ricerca su Nature Climate Change: sulla Terra c’è abbastanza vento per coprire la domanda globale. In particolare, le più efficienti sarebbero le turbine atmosferiche, che sfruttano le brezze in alta quota, in grado di generare maggiore potenza.

 

Una riserva di energia in grado, potenzialmente, di soddisfare il fabbisogno mondiale: una vera svolta potrebbe venire dall’eolico, secondo uno studio guidato da Kate Marvel del Lawrence Livermore National Laboratory. La ricerca, uscita su Nature Climate Change, sostiene che particolarmente efficienti sarebbero le turbine atmosferiche che possono trasformare la forza dei venti ad alta quota in energia meglio delle turbine a bassa quota o sul mare che lavorano sui venti di superficie.

Usando modelli matematici e prendendo in considerazione solo le limitazioni geofisiche – e non fattori tecnici o economici – i ricercatori hanno calcolato che i venti di superficie possono generare sino a 400 terawatt di energia, mentre dai venti in tutta l’atmosfera si potrebbero ottenere 1800 terawatt. Secondo i dati disponibili, sul pianeta il fabbisogno energetico oggi è quantificabile in 18 terawatt di potenza. Se ne deduce che con i venti di superficie si potrebbe generare una potenza pari a 20 volte il fabbisogno terrestre e con quelli di alta quota di ben oltre 100 volte.

Lo studio mostra però che per avere effetti globali, le pale per la produzione di energia eolica dovrebbero essere distribuite uniformemente su tutta la superficie terrestre e non concentrate in poche regioni. Gli effetti climatici, ipotizzando uno sfruttamento a livelli massimi, potrebbero essere significativi, sottolinea lo studio. Per soddisfare l’attuale fabbisogno, tuttavia, sarebbero decisamente inferiori, a patto di avere una distribuzione su ampia scala delle pale.

La fattibilità, dunque, su un piano geofisico, sarebbe garantita. “E’ più probabile, quindi”, ha sottolineato Ken Caldeira, della Carnegie Institution for Science, coautore dello studio, “che saranno fattori economici, tecnologici e politici a determinare la crescita dell’energia eolica nel mondo”.


ECOstruiamo in Africa, Convegno organizzato da Solidaunia a Cerignola (FG)

La Daunia che non t’aspetti. La Daunia che ti sorprende. Si è svolto con risvolti di notevole successo il Convegno “ECOstruiamo in Africa”. Ipotesi per un futuro”, nella splendida cornice del Palazzo Coccia, in via Garibaldi, a Cerignola, la popolosa cittadina della provincia di Foggia che per i media locali e nazionali meriterebbe di essere descritta solo per i casi di cronaca nera mentre è quasi trasparente quando si tratta di avvenimenti positivi, estremamente positivi, come il Convegno appena citato. La lunga serie di interventi nella complessa articolazione della strutturazione stessa della data del 18 giugno scorso si è dipanata secondo la pianificazione attuata da Solidaunia – La Daunia per il Mondo – Onlus illustrata attraverso le parole del Presidente Onorario Antonio Scopelliti, che si è avvalso di varie figure operative estremamente fattive come Enza Traversi della Ditta traversi IN.CO di Traversi, tra le più attive a sostegno della conduzione e organizzazione del Convegno dauno, cerca di dare anima e forma a progetti destinati al Sud del Mondo come Guinea Bissau, Angola ma anche Albania. Non mancano progetti che riguardano anche la stessa Italia. Solidaunia è una ONG (Organizzazione Non Governativa) nata a Foggia nel 2005 dall’unione di più associazioni che erano già variamente coinvolte in progetti finalizzati alla cooperazione internazionale e allo sviluppo.

Si tratta di un network solidale attuato da Solidaunia, appunto, Tierra Sin Frontieras, G.I.B. Onlus e Ami.giò. Solidaunia opera principalmente nel campo socio-sanitario e agroalimentare ma agisce anche nell’ambito di istruzione e infanzia.

I progetti principali, come appena annotato, sono in Albania e Guinea Bissau ma –in realtà- attraverso una progettualità di rete, opera anche in Angola, India, Brasile e Perù. Solidaunia è partner dell’Università di Foggia nell’organizzazione del Master di primo livello “Cooperazione, Salute e Pace”.

I lavori del lungo ed articolato Convegno sono stati moderati dall’architetto Francesco Lepore. Ma il vero e proprio “fulcro” del Convegno in terra dauna è stato l’intervento dell’architetto Fabrizio Caròla, intitolato “Antiche tecnologie per una nuova architettura” dove sono stati offerti numerosi esempi verbali, sotto forma di testimonianza professionale e visuali, relativi ai progetti in essere e completati in terra d’Africa in senso solidaristico ma anche nel pieno rispetto delle culture e persino delle tecniche costruttive locali.

Fabrizio Caròla, architetto napoletano formatosi alla Scuola Nazionale Superiore d’Architettura di Bruxelles (quella fondata da Van de Velde), sin dagli Anni Sessanta progetta in Marocco, Mali e Mauritania.

E’ strenuamente impegnato, in prima persona, nel sostenere l’efficacia di un modello costruttivo fondato sul recupero di elementi della tradizione architettonica africana: archi, volte e cupole di derivazione nubiana realizzate con il compasso ligneo, la terra cruda ed il mattone cotto.

L’architetto Caròla si avvale di studi approfonditi proprio nel campo dell’analisi delle origini il cui intento principale è quello di dar vita ad un pensiero architettonico inteso come spazio primario. E questa sua pervicacia ed ostinazione l’hanno portato a vivere la gran parte della sua vita e professione in terra d’Africa.

Al Convegno hanno presenziato anche il Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, Don Carmine Ladogana, in rappresentanza di Mons. Felice di Molfetta, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Cerignola, Mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia, Mons. José José Camnate, Arcivescovo della Diocesi di Bissau.

Dopo l’intervento magistrale dell’architetto Caròla, è stato possibile ascoltare anche gli interventi dell’Ingegner Carmela Antonietta Citarelli (“Sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”); dell’Architetto Fabio Armillotta della Facoltà di Architettura, Università di Pescara (“Le politiche di incentivazione per l’architettura sostenibile”) e dell’architetto Gianni Gagliardi, che ha illustrato un vero e proprio concorso di idee sui temi del Convegno.

Numerosi gli interventi successivi ed il parterre degli sponsor, senza dimenticare di menzionare i Patrocinii dell’Arcidiocesi di Cerignola, dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, della diocesi di Bissau, dell’Ufficio Diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali, dell’Università degli Studi di Foggia, dell’Università degli Studi di Pescara, del Comune di Cerignola, della Coldiretti, della Fondazione Campagna Amica, della Fondazione Banca del Monte di Foggia, dell’Ordine degli Architetti di Foggia, dell’Ordine degli Ingegneri di Foggia, della sponsorizzazione di Traversi IN.CO. di Traversi srl e di AKS Group, di Villeroy & Boch 1748, di Gessi, di Ceramiche Sant’Agostino, di FAP Ceramiche e di Ceramiche Castelvetro. Contestualmente è stata allestita una Mostra Fotografica collettiva e sono stati allestiti stand con svariati disegni dell’architetto Fabrizio Caròla.

Hanno chiuso i lavori, le degustazioni dei prodotti del territorio a cura delle aziende agricole “Campagna Amica” e “Coldiretti di Foggia”.

 

 

Fonte: http://www.culturalnews.it