Archivio di settembre 2012

L’eolico potrebbe soddisfare fabbisogno mondiale di energia

Ricerca su Nature Climate Change: sulla Terra c’è abbastanza vento per coprire la domanda globale. In particolare, le più efficienti sarebbero le turbine atmosferiche, che sfruttano le brezze in alta quota, in grado di generare maggiore potenza.

 

Una riserva di energia in grado, potenzialmente, di soddisfare il fabbisogno mondiale: una vera svolta potrebbe venire dall’eolico, secondo uno studio guidato da Kate Marvel del Lawrence Livermore National Laboratory. La ricerca, uscita su Nature Climate Change, sostiene che particolarmente efficienti sarebbero le turbine atmosferiche che possono trasformare la forza dei venti ad alta quota in energia meglio delle turbine a bassa quota o sul mare che lavorano sui venti di superficie.

Usando modelli matematici e prendendo in considerazione solo le limitazioni geofisiche – e non fattori tecnici o economici – i ricercatori hanno calcolato che i venti di superficie possono generare sino a 400 terawatt di energia, mentre dai venti in tutta l’atmosfera si potrebbero ottenere 1800 terawatt. Secondo i dati disponibili, sul pianeta il fabbisogno energetico oggi è quantificabile in 18 terawatt di potenza. Se ne deduce che con i venti di superficie si potrebbe generare una potenza pari a 20 volte il fabbisogno terrestre e con quelli di alta quota di ben oltre 100 volte.

Lo studio mostra però che per avere effetti globali, le pale per la produzione di energia eolica dovrebbero essere distribuite uniformemente su tutta la superficie terrestre e non concentrate in poche regioni. Gli effetti climatici, ipotizzando uno sfruttamento a livelli massimi, potrebbero essere significativi, sottolinea lo studio. Per soddisfare l’attuale fabbisogno, tuttavia, sarebbero decisamente inferiori, a patto di avere una distribuzione su ampia scala delle pale.

La fattibilità, dunque, su un piano geofisico, sarebbe garantita. “E’ più probabile, quindi”, ha sottolineato Ken Caldeira, della Carnegie Institution for Science, coautore dello studio, “che saranno fattori economici, tecnologici e politici a determinare la crescita dell’energia eolica nel mondo”.


Comuni che rinunciano agli oneri di urbanizzazione per salvaguadrare il territorio agricolo.

Coniugare il bilancio comunale nella parte corrente rinunciando agli oneri di urbanizzazione derivanti dalla espansione delle città, quindi dalla cementificazione delle campagne. Il territorio è un bene finito, lo hanno capito bene alcuni comuni dalla Brianza alla Val Susa che sono riusciti nell’intento di escludere dal bilancio comunale gli introiti delle urbanizzazioni. Il segreto stà in politiche con i piedi per terra, che rinunciano a spese per opere faraoniche, spesso utili solo a soddisfare l’ego del politico che le fa realizzare. Lo sanno bene gli amministratori di Cassinetta di Lugagnano [MI], Solza [BG], Desio [MB], Ronco Briantino [MB], Ozzero (MI). In questo video di Altreconomia parlano i sindaci dei comuni che hanno fatto una scelta a lungo raggio per la sostenibilità della crescita delle città. Sostenibilità degli interventi e riduzione del consumo del suolo sono punti fondamentali di protocolli di costruzione in qualità come ad esempio LEED, in quanto presevare il territorio migliora il nostro rapporto con l’ambiente e spinge a rinnovare parti di città laddove sono già presenti servizi, collegamenti stradali, ecc… con enorme risparmio per la collettività e per l’ambiente.


Torino 2016, Congresso mondiale degli architetti del paesaggio

La notizia arriva dall’assessore all’Innovazione, sviluppo e sostenibilità urbana Enzo La Volta, che si è recato a Cape Town, in Sudafrica, per sostenere la candidatura di Torino durantel’edizione 2012 del congresso, in corso in questi giorni. Torino, comunica, ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti, ed è quindi stata scelta come destinazione ospite dell’International Federation of Landscape Architects (IFLA) World Congress 2016, che si svolgerà probabilmente al Centro Congressi Lingotto e porterà in città circa 3.000 delegati, per un totale di oltre 9.000 pernottamenti.

La candidatura, promossa dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), è stata presentata dal Servizio centrale attività internazionali e dal Servizio urbanizzazioni del Comune di Torino con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention & Visitors Bureau;l’acquisizione è avvenuta anche in virtù del legame del territorio con l’architettura del paesaggio: il Piemonte vanta due siti Unesco Patrimonio dell’Umanità (le Residenze sabaude e i Sacri monti del Piemonte) e due nella lista dei candidati (Ivrea e il distretto Langhe, Roero, Monferrato).

“Portare a Torino l’IFLA World Congress significa porre all’attenzione degli specialisti del paesaggio quanto è stato fatto e quanto si intende ancora fare per promuovere le attrattive storiche e naturali del territorio” dicono a Torino. “È stata una competizione difficile”, commenta l’assessore La Volta, “ma è stato riconosciuto il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale per il miglioramento della qualità ambientale del territorio cittadino. Questo congresso è per Torino un’importante occasione di visibilità internazionale, sia dal punto di vista culturale sia turistico”.

“Il congressuale è un asset di estrema importanza sul quale continuare ad investire: stimiamo che la ricaduta economica diretta sul territorio dell’IFLA World Congress 2016 sarà di 2.700.000/4.500.000 euro in termini di spesa per alberghi, ristorazione, trasporti, attività leisure e shopping” dice Marcella Gaspardone, direttore marketing di Turismo Torino e Provincia Convention & Visitors Bureau. “A questo bisogna poi aggiungere la ricaduta economica indiretta e il grande ritorno di immagine”.

 

Fonte: http://www.eventreport.it