Archivio di dicembre 2012

Milano Marittima, nel “fiore” dei suoi anni

Si parla di architettura “balneare” ma soprattutto di bellezza e di turismo sostenibile nel Convegno Internazionale dal titolo “Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare“, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del centenario della fondazione di Milano Marittima, dalComune di Cervia e dalla Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Università di Bologna. Appuntamento negli spazi del Palazzo dei Congressi di Milano Marittima il 25 e 26 ottobre.

Inoltre, al Magazzino del sale apre la mostra fotografica dal titolo: “Milano Marittima 100. Le architetture e la città” che svela la bellezza e l’identità del luogo.

La conferenza

“Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare”

A confronto diverse esperienze di Città Giardino di cui Milano Marittima è uno splendido esempio. Si analizza la storia dei primi insediamenti costruiti come Garden city fino ai progetti contemporanei che hanno portato alle località turistiche di rigenerazione delle aree costiere in Italia e in Europa.

La convention, presieduta da un Comitato Scientifico formato da Gino Malacarne, Preside della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”, e composto da: Roberto BalzaniPatrizia BattilaniMaristella CasciatoAsterio Savelli, Annalisa TrentinValter BalducciElena MucelliValentina Orioli, punta i riflettori sulla peculiarità delle Città Giardino (la Garden City del modello howardiano diffusosi a cavallo tra Ottocento e Novecento), dei territori e delle architetture per il turismo balneare che sono rimaste sospese, grazie alla bellezza, fra passato e futuro.

Le sessioni

I temi posti al centro del congresso partono dunque dall’idea di città balneare. Da Milano Marittima alle altre, più antiche, contemporanee o successive all’esperienza di Milano Marittima, molte nuove città balneari sono sorte lungo le coste europee, per iniziativa pubblica o privata, con progetti che manifestano una specifica riflessione da parte della cultura urbanistica ed architettonica sui temi legati al turismo ed all’occupazione dei litorali. In questa sessione ci si propone di tracciare un panorama delle esperienze italiane ed europee più significative, dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento.

Si esplorano poi i territori costieri oggi, fra rigenerazione urbana ed ambientale e innovazione dell’offerta turistica. A partire dall’esperienza di Milano Marittima, questa sessione promuove una riflessione sui mutamenti che interessano oggi il progetto delle città e dei territori del turismo balneare, dai progetti urbani contemporanei relativi a nuovi insediamenti turistici, alla rigenerazione di aree costiere già intensamente frequentate.

E ancora le Architetture per le città balneari, ieri e oggi. Milano Marittima è stato un luogo di sperimentazioni architettoniche, una città per la quale sono stati immaginati e a volte costruiti edifici concepiti per rispondere alla domanda di loisir, come i kursaal o gli stabilimenti balneari, ma anche colonie di vacanza, alberghi ed abitazioni riservate ai villeggianti, dai villini degli anni venti fino ai “grattacieli” del secondo dopoguerra. Questa sessione promuove quindi una riflessione sui modi in cui l’architettura ha risposto alle diverse pratiche proprie del turismo balneare, attraverso una panoramica delle esperienze più significative del passato, e una presentazione di progetti contemporanei o in corso.

Il Turismo in trasformazione è il tema che svela l’identità della storia di Milano Marittima. Una sessione che promuove quindi una riflessione sulle modalità attraverso le quali i prodotti turistici delle città di mare sono stati inventati e promossi, dal percorso di costruzione e successivamente di trasformazione del prodotto turistico alle forme formali e informali della promozione delle città balneari, al legame con una gerarchia territoriale più ampia, attraverso una panoramica delle esperienze storiche e dei progetti in corso più significativi anche al di fuori dei confini nazionali.

Il Convegno, infine, prevede una sessione poster, dedicata alla presentazione di tesi di laurea che intraprendono una riflessione sulle trasformazioni contemporanee dei territori costieri e dei luoghi e delle architetture per il turismo che li caratterizzano.

La mostra

Milano Marittima 100. Le architetture e la città

Inoltre il 25 ottobre inaugura negli spazi degli antichi Magazzini del sale di Cervia la mostra fotografica dal titolo “Milano Marittima 100. Le architetture e la città”, a cura di Valentina Orioli e Emanuele Dari, una ricostruzione, tramite foto, disegni e documenti, dei momenti salienti di Milano Marittima, dall’epoca del Liberty alla moderna età.

L’Esposizione è stata organizzata nell’ambito delle manifestazioni per la celebrazione del centenario della fondazione di Milano Marittima, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Ravenna e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna.

Un pregiato cartellone di eventi si svolgeranno inoltre durante i giorni di apertura della mostra, nella sala allestita presso la V anta dei Magazzini del Sale. Si parte il 25 Ottobre 2012, in occasione dell’inaugurazione con una lettura musicale dal titolo: “eVento. Il vento e la città” un racconto per voci e suoni di Fabio Fiorie Marco Fagotti. Nei giorni a seguire saranno proposte alcune conferenze sulle tematiche esplorate nel Convegno e presentati alcuni volumi sulla storia di Milano Marittima. 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A lezione di paesaggio

Lectio Magistralis del paesaggista Andreas Kipar

Il 27 novembre a La Morra una lezione magistrale di Andreas Kipar sulla Green Landscape Economy.
L’architetto di origine tedesca, coordinatore del progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”, spiega come la tutela del paesaggio può diventare motore dello sviluppo economico di un territorio.

Martedì 27 novembre a La Morra (Cn) l’architetto Andreas Kipar illustra i principi della “Green Landscape Economy” in una lezione magistrale voluta da Regione Piemonte e Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” per sensibilizzare professionisti, studenti e cittadini sul valore della valorizzazione paesaggistica.

L’appuntamento è alle 10.30 presso il Salone Polifunzionale di La Morra: a introdurre la lezione sarà Giovanni Bosco, Assessore delegato dell’Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, mentre Daniele Manzone (Ideazione Srl) modererà la tavola rotonda conclusiva con Osvaldo Ferrero (Regione Piemonte), Ivana Boglietti (Studio BogliettiAssociati/ Ordine degli Architetti) e Paolo Mellano (Politecnico di Torino).

Alla lezione – aperta a tutti e a ingresso gratuito – sono invitati amministratori locali e professionisti dello sviluppo urbano, insieme agli studenti intenzionati a fare dell’architettura e del paesaggio il loro sbocco professionale: è nelle loro mani il futuro del paesaggio del territorio e quindi a loro che l’azione di sensibilizzazione è prima di tutto rivolta.

La Green Landscape Economy

È possibile porre il paesaggio al centro dello sviluppo economico? Si può arrestare il continuo consumo del suolo pubblico? Come inserire in modo “armonioso” i nuovi insediamenti nel tessuto urbano?
Secondo Andreas Kipar la risposta a queste domande è nella filosofia del “costruire senza costruire” – intervenendo negli spazi interstiziali e nelle aree dismesse – e nella tutela del territorio – avviando un piano di manutenzione che al posto delle grandi opere preveda piccoli, ma diffusi interventi.

Le Langhe, il paesaggio e l’UNESCO

I principi della Green Landscape Economy che ben si adattano alla realtà delle Langhe, anche in funzione della candidatura UNESCO: non a caso la Regione Piemonte ha puntato proprio su Kipar per guidare i professionisti incaricati di elaborare gli interventi “pilota” fra La Morra, Barolo, Castiglione Falletto e Grinzane Cavour inseriti nel progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

Tre gli elementi ispiratori dei progetti di Kipar, già applicati in molti territori italiani, ci sono interventi cromatici per “smaterializzare” il volume degli edifici, vegetazione autoctona per ricreare il legame interrottosi tra insediamento e contesto circostante, coperture a “verde estensivo” di capannoni ed edifici che, alla dimensione estetica, affiancano vantaggi in termini di riduzione delle escursioni termiche, isolamento e risparmio energetico.

Andreas Kipar
Architetto urbanista e architetto del paesaggio, insegna Public Space Design presso il Politecnico di Milano. Fondatore di Land Srl, è Presidente dell’associazione Green City Italia. Nel 2010 è stato chiamato dalla Regione Piemonte a coordinare il progetto “Valorizzazione del paesaggio di Langa”.

 

Fonte: edilportale.com


Cultura architettonica ed ingegneristica nell'area lombarda degli anni '40 -'60: presenza e influenza

Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Pianificazione

E’ indetta una selezione pubblica per l’attivazione di n° 1 rapporto di collaborazione ad attività di ricerca a tempo determinato per la durata di 15 mesi presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione, per la collaborazione al programma di ricerca denominato: “Cultura architettonica e cultura ingegneristica nell’area lombarda degli anni quaranta-sessanta: presenza e influenza“.

I diversi ambiti oggetto della ricerca dovranno essere affrontati sulla base di un lavoro articolato in due momenti fondamentali:

  • inquadramento generale dei temi basato su una sistematica esplorazione bibliografica e l’individuazione di fondi archivistici utili allo sviluppo del programma di ricerca;
  • approfondimenti monografici, concordati con il responsabile scientifico del progetto, incentrati su fonti secondarie e d’archivio.

Per partecipare alla selezione è richiesto il possesso del titolo di dottore di ricerca conseguito nell’ambito della Storia dell’architettura o titolo equipollente, purché corredato di un idoneo curriculum scientifico professionale che possa comprovare l’idoneità personale allo svolgimento di attività di ricerca.

L’importo dell’assegno, corrisposto in acconti mensili posticipati, è di Euro 20.172,45  al lordo solo degli oneri a carico del contraente.

 

 

Fonte: professionearchitetto.it


Prove di rigenerazione urbana

tre temi e sei progetti per Baranzate

Baranzate (MI), 10 – 18 novembre 2012

Inaugura sabato 10 novembre, alle 18.00, nella Sala Espositiva Comunale di via Sauro, la mostraProve di rigenerazione urbanaTre temi e sei progetti per Baranzate, a cura di Laura Montedoro, professoressa di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano, cui seguirà, sabato 17 la presentazione del catalogo.

Il Laboratorio annuale di Progettazione urbanistica della Scuola di Architettura Civile ha “adottato” Baranzate quale tema unico per le esercitazioni progettuali dei 60 studenti iscritti. Il lavoro di ricerca, coordinato da tre docenti e sei tutor, ha interessato – oltre allo studio approfondito del contesto territoriale e locale – le potenzialità delle trasformazioni urbane indotte dalla dismissione di alcuni comparti produttivi, dalla necessità di dotazione di nuovi servizi per il Comune di recente istituzione, dalle ipotesi di rinnovamento infrastrutturale e dalle previsioni del Piano di Governo del Territorio, da poco adottato dall’Amministrazione.

Il lavoro – nato dall’interlocuzione tra la Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano e l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Baranzate, ha prodotto tre ipotesi alternative a scala urbana, ispirate ai seguenti temi: PGTSostenibilità e Accoglienza. All’interno di tali ipotesi, e coerentemente con gli obiettivi individuati, si sono prodotti due progetti alternativi per ciascuna area di trasformazione, con l’esito finale di sei proposte progettuali per ogni ambito.

La mostra intende far conoscere ai cittadini – attraverso disegni, viste e modellini – le migliori ipotesi progettuali di rigenerazione urbana e di trasformazione elaborate dagli studenti per Baranzate. All’inaugurazione interverranno, oltre ai docenti e agli studenti, il sindaco di Baranzate, Giuseppe Corbari, il preside della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, Angelo Torricelli, e l’assessore alla Cultura, Giovani, Sport del Comune di Baranzate, Claudia Lesmo.

Alla vigilia della chiusura, sabato 17 novembre, alle ore 17.00, presso la Biblioteca Comunale di via Trieste 23, si terrà la presentazione del catalogo, edito da Alinea, che contene testi e saggi riferiti alla storia e al futuro di Baranzate e raccoglie tutti i progetti prodotti dal Laboratorio. Con il curatore, Laura Montedoro, e gli altri autori, saranno presenti il direttore del Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, Enrico Bordogna, il presidente della Commissione per il Paesaggio del Comune di Milano, Paolo Mazzoleni, e la responsabile dell’Area Gestione Territorio, Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Baranzate, Sonia Pagnacco. Alla presentazione seguirà una visita guidata alla mostra, a cura degli studenti.

locandina

Inaugurazione: sabato 10 novembre, alle 18.00,
Sala Espositiva Comunale di via Sauro ang. via Conciliazione – Baranzate.

Periodo espositivo: 10 – 18 novembre 2012 | Orari di apertura al pubblico: Sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 Dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 18.30

Presentazione del catalogo a cura di Laura Montedoro
Sabato 17 novembre, ore 17.00 Biblioteca Comunale di via Trieste 23, Baranzate.


Un libro e un documentario sul Canale dei Mulini e il Bosco di Fusignano

Una guida e un videoreportage per raccontare la storia del territorio della Bassa Romagna

 

Mercoledì 10 Ottobre alle 21 Legambiente presenta al Granaio di Fusignano la Guida al Canale dei Mulini, un itinerario alla scoperta della storia e del paesaggio della“Bassa Romagna”, dagli appennini al Parco del Delta del Po. Saranno presenti Yuri Rambelli, presidente del Circolo Legambiente Antonio Cederna e autore della guida, e Lorenzo Frattini, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna.

Realizzato in epoca medievale per fornire adeguata potenza idraulica alle macine dei mulini cittadini, il canale scorre lungo la pianura per circa 40km collegando numerosi centri abitati. Esaurita da tempo la sua funzione primaria, il corso d’acqua rappresenta un importante, e forse unico, itinerario storico/testimoniale che ricollega un ampio territorio della pianura romagnola e ne disegna buone possibilità di rilancio dell’agricoltura di qualità e sviluppo di nuove attività turistiche. Lungo il corso d’acqua è possibile riscoprire manufatti di origine medievale (mulini, opere di regimazione idraulica), aree di riequilibrio ecologico e di interesse storico naturalistico (Ponte della Lavandaie, Parco del Loto, Bosco di Fusignano, Riserva Naturaledi Alfonsine).

Sempre legato al tema del canale dei Mulini, Legambiente ha inoltre realizzato un breve documentario che verrà proiettato nel corso della serata per raccontare la storia del“Bosco di Fusignano”, quello storico dei Marchesi Calcagnini, distrutto durante la guerra, e il “nuovo bosco”, l’area di riequilibrio ecologico realizzata a ridosso del canale dei Mulini a partire dalla metà degli anni ’90. Aida Morelli, progettista del bosco, racconta in una video intervista le finalità dell’intervento che ha visto la creazione di un polmone verde di poco più di un ettaro, con la piantumazione di 1200 alberi e 2300 arbusti e che a 15 anni di distanza presenta tutte le caratteristiche di un bosco di latifoglie, un tempo molto diffusi in pianura padana, con una ricca presenza di flora e di fauna selvatica.

“L’aspetto più sorprendente di questo intervento – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circoloLegambiente Antonio Cederna – è proprio l’atmosfera che si respira entrando nel bosco. Nonostante le ridotte dimensioni, circa un ventesimo dell’estensione dell’antico bosco, e la vicinanza al centro abitato e a zone urbanizzate, l’esperienza di visita è proprio quella di trovarsi in un antico bosco di pianura, con una notevole varietà di specie arboree e una ricca presenza di fauna. Un’esperienza molto apprezzata dalla popolazione: sono infatti moltissimi i cittadini che in qualunque periodo dell’anno visitano e “presidiano” il bosco, facendo così in modo che l’area sia vissuta e protetta”.

Il video è visibile inoltre sul canale Youtube di Legambiente, nella galleria fotografica di sono invece visibili le foto del bosco, dalle foto dello storico bosco del marchese a quelle realizzate negli anni ’90 durante la realizzazione del bosco, a quelle che testimonianlo stato attuale del bosco.

Fonte: legambienteonline.it/news2012/bosco.htm


L'eolico potrebbe soddisfare fabbisogno mondiale di energia

Ricerca su Nature Climate Change: sulla Terra c’è abbastanza vento per coprire la domanda globale. In particolare, le più efficienti sarebbero le turbine atmosferiche, che sfruttano le brezze in alta quota, in grado di generare maggiore potenza.

 

Una riserva di energia in grado, potenzialmente, di soddisfare il fabbisogno mondiale: una vera svolta potrebbe venire dall’eolico, secondo uno studio guidato da Kate Marvel del Lawrence Livermore National Laboratory. La ricerca, uscita su Nature Climate Change, sostiene che particolarmente efficienti sarebbero le turbine atmosferiche che possono trasformare la forza dei venti ad alta quota in energia meglio delle turbine a bassa quota o sul mare che lavorano sui venti di superficie.

Usando modelli matematici e prendendo in considerazione solo le limitazioni geofisiche – e non fattori tecnici o economici – i ricercatori hanno calcolato che i venti di superficie possono generare sino a 400 terawatt di energia, mentre dai venti in tutta l’atmosfera si potrebbero ottenere 1800 terawatt. Secondo i dati disponibili, sul pianeta il fabbisogno energetico oggi è quantificabile in 18 terawatt di potenza. Se ne deduce che con i venti di superficie si potrebbe generare una potenza pari a 20 volte il fabbisogno terrestre e con quelli di alta quota di ben oltre 100 volte.

Lo studio mostra però che per avere effetti globali, le pale per la produzione di energia eolica dovrebbero essere distribuite uniformemente su tutta la superficie terrestre e non concentrate in poche regioni. Gli effetti climatici, ipotizzando uno sfruttamento a livelli massimi, potrebbero essere significativi, sottolinea lo studio. Per soddisfare l’attuale fabbisogno, tuttavia, sarebbero decisamente inferiori, a patto di avere una distribuzione su ampia scala delle pale.

La fattibilità, dunque, su un piano geofisico, sarebbe garantita. “E’ più probabile, quindi”, ha sottolineato Ken Caldeira, della Carnegie Institution for Science, coautore dello studio, “che saranno fattori economici, tecnologici e politici a determinare la crescita dell’energia eolica nel mondo”.


Comuni che rinunciano agli oneri di urbanizzazione per salvaguadrare il territorio agricolo.

Coniugare il bilancio comunale nella parte corrente rinunciando agli oneri di urbanizzazione derivanti dalla espansione delle città, quindi dalla cementificazione delle campagne. Il territorio è un bene finito, lo hanno capito bene alcuni comuni dalla Brianza alla Val Susa che sono riusciti nell’intento di escludere dal bilancio comunale gli introiti delle urbanizzazioni. Il segreto stà in politiche con i piedi per terra, che rinunciano a spese per opere faraoniche, spesso utili solo a soddisfare l’ego del politico che le fa realizzare. Lo sanno bene gli amministratori di Cassinetta di Lugagnano [MI], Solza [BG], Desio [MB], Ronco Briantino [MB], Ozzero (MI). In questo video di Altreconomia parlano i sindaci dei comuni che hanno fatto una scelta a lungo raggio per la sostenibilità della crescita delle città. Sostenibilità degli interventi e riduzione del consumo del suolo sono punti fondamentali di protocolli di costruzione in qualità come ad esempio LEED, in quanto presevare il territorio migliora il nostro rapporto con l’ambiente e spinge a rinnovare parti di città laddove sono già presenti servizi, collegamenti stradali, ecc… con enorme risparmio per la collettività e per l’ambiente.


Veneto, nuove modalità per i rifiuti dai cantieri

Varato un documento di indirizzo sugli aspetti connessi con la produzione e la gestione di tali rifiuti, sia negli stessi cantieri in cui vengono prodotti, sia negli impianti

I rifiuti prodotti dai cantieri edili sono mediamente costituiti per l’80% del totale da laterizio e calcestruzzo (armato e non); il restante 20% è invece suddiviso tra gli imballaggi (metallo, carta) e il materiale proveniente dagli scavi (terra e rocce, asfalti).

Fornire un insieme di indicazioni operative per una migliore gestione delle problematiche legate alla produzione e alla gestione dei rifiuti nel settore delle costruzioni e demolizione sia nel luogo di produzione, sia negli impianti in cui questi vengono trasformati in nuovi prodotti, è quanto si propone un provvedimento appena approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte.

“I rifiuti speciali, pericolosi o meno, annualmente prodotti in Veneto in corrispondenza di cantieri dove sono effettuate attività di costruzione e demolizione – fa rilevare lo stesso Conte – rappresentano un’elevata percentuale dei quantitativi di rifiuti complessivamente prodotti. Una loro corretta gestione fin dalla fase di produzione costituisce quindi elemento chiave per consentire il rispetto della gerarchia indicata a livello europeo in tema di rifiuti, garantendo la riduzione della produzione dei rifiuti e l’ottimizzazione del recupero di materiali”.

Data la valenza ambientale dell’argomento e la sua specificità, la Regione ha proceduto a costituire un tavolo di lavoro cui hanno partecipato rappresentanti delle Province, dell’ARPAV e di Confindustria con l’obiettivo di approfondire gli aspetti di tipo gestionale e di individuare, in quanto compatibili con la disciplina di settore, le possibili semplificazioni procedurali.

“Dal lavoro di questo tavolo – conclude Conte – è scaturito questo documento di indirizzo che affronta in modo unitario – per la prima volta in ambito regionale – i vari aspetti connessi con la produzione e la gestione di tali rifiuti, sia negli stessi cantieri in cui vengono prodotti, sia negli impianti (fissi e mobili, operanti con autorizzazione ordinaria o in regime semplificato) in cui vengono trasformati in nuovi prodotti. Particolare risalto è stato dato all’l’incentivazione della cosiddetta “demolizione selettiva” come soluzione più efficace per ridurre i quantitativi dei rifiuti prodotti e per favorire la separazione e l’avvio a un recupero più efficiente delle frazioni separate”.

 

Fonte: http://www.guidambiente.it/pf/testo-news/26435/Veneto+nuove+modalita+per+i+rifiuti+dai+cantieri – Regione Veneto


Venezia: “LaboratorioItalia” Premio del paesaggio del Consiglio d'Europa

140 progetti partecipanti alle prime due edizioni della selezione italiana per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, in esposizione a Palazzo Ducale in occasione della 13. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
La mostra organizzata dal Servizio Architettura e Arte Contemporanee della Direzione generale PaBAAC, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna, sarà inaugurata il 27 agosto alle ore 18.00 alla presenza di Paolo Baratta – Presidente Fondazione La Biennale di Venezia, Maddalena Ragni – Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Commissario Padiglione Italia della Biennale di Venezia, Renata Codello-
Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna, Maria Grazia Bellisario- Direttore servizio Architettura e Arte contemporanee, Giuliano Segre – Presidente Fondazione Venezia, Roberto Masiero – Ordinario di Storia dell’architettura e del paesaggio – IUAV, Alessandra Fassio – Curatore della manifestazione.

“Carbonia Landscape Machine”, Vincitore per l’Italia della seconda edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, e i progetti provenienti da tutto il territorio nazionale, rappresentano i migliori interventi che hanno interpretato i principi della Convenzione Europea del Paesaggio e realizzato una riqualificazione di qualità urbana ed extra urbana.

L’evento sarà preceduto da un incontro sull’Isola della Certosa, promosso da “ Vento di Venezia”.

 

 

Fonte: http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?id=21401


Foto di Settembre. Mostre a Rimini e dintorni

Dalla sua nascita ad oggi la fotografia ha percorso mille strade e si è incuneata in mille rivoli: testimone di fatti e strumento di descrizione, materia di osservazione a posteriori, gioco di rimandi per un ritorno alla memoria e descrizione di personaggi, di situazioni, di epoche e mondi diversi.Le immagini realizzate da professionisti, dilettanti, artisti, scattate per necessità o diletto sono sempre scatti che fissano un attimo fuggevole, appena intravisto e anticipato che si fà cronaca e storia.La foto è sempre un racconto.Ed è un condensato di emozioni e riverberi, celati o restituiti alla sensibilità di chi la guarda se a proporla è un vero artista che può anche permettersi di spingersi agli estremi per trasfigurarla o imitarne i vari passaggi per indagarne i retroscena o immaginarne il futuro.Con l’evoluzione della tecnologia e col mutare della sensibilità artistica, prima che globale, la Fotografia si è ritagliata nel tempo la qualifica di arte visiva a tutti gli effetti.Alcune realtà territoriali più di altre hanno subìto la magia di quest’arte volentieri accolta e assecondato gli stimoli di appassionati cultori di immagini per realizzare grandi eventi, consentendosi di crescere insieme agli artisti partecipanti, favorendo scambi e contaminazioni fra autori di livello internazionale.A Savignano sul Rubicone, ad esempio, in vent’anni di SiFest,sono transitati i più grandi fotografi mondiali e l’imminente 21esima edizione intitolata significativamente “Imparando dalla Fotografia” , in programma nella cittadina romagnola nota capitale della fotografia dal 14 al 16 settembre 2012, è ricca di eventi artisticamente intriganti e di elevato valore.Numerose le mostre in programma dislocate in vari punti della città, con qualche lampo in direzione di Cesena e dintorni.Esposizioni che attingono variamente al tema dell’archivio, come la personale dedicata ad Ando Gilardi nell’anno della sua scomparsa; al collezionismo con la mostra dedicata ad Alfa Castaldi, messa a disposizione del SiFest, direzione artistica di Stefania Rössl e Massimo Sordi, da un collezionista e appassionato di fotografia; alla sperimentazione, come le immagini solarizzate del sole fotografato nei due diversi emisferi da Hans-Christian Schink; alla storia dell’arte e della fotografia, con i ritratti della Mona Lisa contemporanea dei tedeschi Ute e Werner Mahler; alla contemporaneità, vedasi il lavoro “The sound of two songs” del fotografo Magnum Mark Power, le passeggiate fotografiche di Gerry Johansson, il lavoro su Fukushima dei Mastodon; alla committenza pubblica come necessaria messa a fuoco sulla complessa società contemporanea con il progetto Sin_tesis, le Commissioni del Festival FotoGrafia di Roma; alla giovane fotografia.(www.sifest.net).Come un primo fuoco che si alimenta al giusto vento, questo esempio savignanese ha tenuto in caldo altre scintille pronte a prendere campo e darsi voce, come nella vicina città di Rimini che, vantando anni di attività della sua Galleria dell’Immagine in via Gambalunga, da quest’anno amplia e rimisura la sua offerta espositiva avente per oggetto e soggetto la fotografia, varando la Rassegna “Rimini.Foto di Settembre” da propagare in vari luoghi cittadini, creando a suo modo un proprio specialissimo percorso, nello stesso mese del SiFest, con ciò senza tentare una qualche concorrenza come parrebbe a prima vita, bensì in affiancamento culturale e in stretta collaborazione fra responsabili, curatori, direzioni generali e assessorati alla cultura delle città romagnole interessate.
Con il loro beneplacito e la loro compresenza in conferenza stampa, con Massimo Pulini in testa – artista e assessore alla Cultura del Comune di Rimini – nonché Paola Sobrero, direzione generale SiFest di Savignano sul Rubicone ed altri, si approda all’inaugurazione delle prime tre mostre settembrine riminesi fissate per sabato 1 settembre 2012, alle ore 18.In particolare, al Museo della Città in via Tonini 1, espongono: Ettore Malanca “Un regard parisien” un ciclo di opere inedite di questo fra i più importanti e acuti fotoreporter internazionali che, dopo le crude narrazioni delle ferite del mondo, presenta un calibrato linguaggio di sguardi sulla Parigi contemporanea (fino al 7 ottobre 2012).La particolare sezione “Teche” al piano terreno del Museo della Città, viene affidata ad un artista che usa fotografia e pittura, installazione di oggetti e racconto per accompagnarci nelle tappe di un viaggio esistenziale.Nel panorama italiano delle arti visive Guastavino è da anni uno dei poeti più sensibili e misteriosi (fino al 30 settembre 2012).Francesco Raffaelli inaugura stesso giorno e stessa ora “Dimenticare il mondo.Dal mondo dimenticati” alla Galleria dell’Immagine di via Gambalunga (fino al 7 ottobre).Raffaelli è un artista che utilizza da anni la Fotografia per registrare la presenza del volto e la materia che lo costituisce.Come icone laiche, le sue immagini si compongono all’interno dello spazio espositivo, creando un’atmosfera meditativa ed inquietante al tempo stesso.

La benvenuta pioggerellina di fine agosto, giunta puntuale a sancire il discrimine fra l’estate rovente della Rimini balneare – che in coincidenza si appresta a smontare il proprio circo turistico come la ruota panoramica sul molo – e l’atmosfera malinconica dell’autunno alle porte, anticipa il colore richiamato nella mostra intitolata “Poetica dei toni grigi” che inaugurerà domenica 16 settembre alle ore 18 al Far,Galleria D’arte Moderna e Contemporanea di Rimini, in piazza Cavour, alla presenza del semiologo Paolo Fabbri.Si tratta di una raffinata e storica mostra a cura di Marcello Sparaventi, in collaborazione con Centrale Fotografia Fano, dedicata ai protagonisti della fotografia marchigiana degli anni Cinquanta e Sessanta Ferruccio Ferroni e Riccardo Gambelli (16 settembre – 4 novembre 2012).Immagini in bianco e nero, per una narrazione dove il tempo si sospende sopra i luoghi, gli oggetti e le presenze attraverso due monografiche allestite con stampe originali ai sali d’argento, eseguite dagli stessi autori.Fotografie discrete e allo stesso tempo cariche di poesia, lontane dai toni drammatici del pittorialismo fotografico come dalla freddezza della fotografia più concettuale.Per dirla con le parole del curatore Sparaventi, queste opere non mancheranno di ammaliare chi non si fa influenzare da facili sensazionalismi o da mode superficiali, ma si fa invece guidare dalla propria sensibilità in un’osservazione profonda e riflessiva di ciò che ci sta intorno, ma che troppo spesso ci è invisibile.(www.riminifar.it)

Un altro focolaio settembrino dedicato alla fotografia, questa volta nella sede non istituzionale di Galleria Gorza, via XX settembre 32, è la mostra “Due Mari.Viaggio poetico delle fotografie di Riccardo Marini” a cura degli storici dell’arte Giulio Zavatta e Alessandra Bigi Iotti.Vernissage fissato per venerdì 28 settembre 2012 alle ore 18.Un’occasione per il pubblico riminese di apprezzare le immagini più significative del fotografo reggiano Riccardo Varini che partendo da alcuni “luoghi comuni” dell’artista con le vedute sospese della spiaggia di Rimini svuotata dai clamori estivi degli anni 80,la grande bufera del 2010 sul mare e altro, raggiunge nella serie dei Silenzi essenzialità e rarefazione mostrandoci i suoi paesaggi dell’anima.Il programma prosegue, sabato 29 settembre: workshop con artista e curatori e domenica 30:reading poetico con Sabrina Foschini.
“Rimini.Foto di Settembre”:www.museicomunalirimini.it/agenda/pagina364.html – www.riminifar.it